Highline Galleria: alla (ri)scoperta di Milano dal suo “salotto” | manoxmano
Highline Galleria: alla (ri)scoperta di Milano dal suo “salotto”
highline galleria-2

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Milano è una città visitatissima e qualche scettico potrebbe pensare che non ci sia più nulla da scoprire: Highline Galleria, però, offre un punto di vista originalissimo per ammirare lo skyline milanese… tutti i giorni, dalle 10.00 alle 21.00!

Ricordo ancora la prima volta che vidi Piazza Duomo. Ero in gita scolastica e la meta del giorno era Palazzo Reale, in occasione di una delle tante mostre che ogni anno vengono organizzate. Probabilmente ero l’unica a non aver mai visto con i miei stessi occhi la Galleria Vittorio Emanuele e il Duomo, più bianco e luminoso di quanto mi aspettassi: infatti me ne ero fatta un’idea più grigia e “tetra”, basandomi sulle fotografie dei libri. Quegli stessi libri che non nominano i vu’ cumprà che ti circondano come piccioni (quanti piccioni!) non appena metti piede in piazza… cosa che mi aveva colto leggermente impreparata.

Ma, trovato un attimo di tranquillità, riuscii a guardarmi intorno con più attenzione…
Il monumento equestre del re, le cinque (cinque!) preziosissime porte del Duomo, le decorazioni della Galleria che, da dove mi trovavo, potevo solo intravvedere: l’interno non sembrava nemmeno reale, era come un dipinto a cielo aperto dotato di una splendida cornice!

galleria vittorio emanuele highline galleria

Nel ricordare quel giorno, mi viene in mente una canzone del musical I Promessi Sposi (regia di Michele Guardì), nel momento in cui anche Renzo entra per la prima volta a Milano…

“A Milano
Milano la nebbia
Ti parla nel cuore
Il Duomo che grande
Milano la vita
Il Duomo, le guglie
Che toccano il cielo
Dov’è l’orizzonte
Milano che grande
Milano infinita”

Ma Renzo non ebbe mai modo di meravigliarsi davanti alla Galleria Vittorio Emanuele, inaugurata solamente tre secoli dopo la sua visita.

Noi invece viviamo in un’epoca in cui questo monumento è già ricco di storia, tradizioni, aneddoti e superstizioni, più o meno note a tutti.

Note anche ad una ragazza come me, che ha vissuto Milano solo come studente e pendolare: il toro portafortuna, la tragica caduta di Giuseppe Mengoni, le allegorie dei quattro continenti (povera Oceania!), il rattin e le sue fiammelle…

Con il passare degli anni, per diversi motivi, le mie visite a Milano sono diventate sempre più frequenti (ho anche imparato a evitare i vu’ cumprà!). La maggior parte delle volte mi capitava di attraversare la Galleria, slalom dopo slalom (quanta gente!), lanciando ogni tanto qualche sguardo più attento per esaminarne i soffitti, la cupola, gli ornamenti…

Eppure, mancava ancora qualcosa.
Quel qualcosa era Highline Galleria.

highline galleria cupola

Avevo già sentito parlare di Highline Galleria, ma non ero mai riuscita a trovare un pretesto per andarci. Poi un venerdì sera, dopo una passeggiata in Piazza Duomo e un’esplorazione accurata in libreria, ho pensato: perché no?

Ho aspettato che il sole iniziasse a calare (perché non c’è niente di meglio di un tramonto per rendere una vista ancora più spettacolare) e mi sono diretta a passo svelto verso il braccio sinistro della Galleria, dove un ascensore trasparente mi ha condotta al quarto piano dell’edificio: è proprio qui che inizia il percorso di Highline Galleria, anche se per ora si è ancora al coperto.

Se vi capiterà di provare questa esperienza, vi consiglio di non percorrere in fretta il corridoio dopo la biglietteria, ma di fermarvi a leggere i pannelli introduttivi alla visita (che potete consultare anche sul sito di Highline Galleria).

In questo modo leggerete Le Pagine del Mio Diario, in cui è la stessa Galleria a raccontare non solo la propria storia, ma anche quella di Milano: dai momenti più spensierati a quelli più tragici, fino all’inaugurazione di Highline Galleria in occasione di Expo 2015. Con un sottofondo di musica lirica ad accompagnarvi, inizierete a viaggiare in un passato che avreste voluto vivere anche voi…

highline galleria passato

Tuttavia, all’alba della sua costruzione, la Galleria Vittorio Emanuele era una novità che i milanesi faticarono a digerire: questo perché, per erigere un’opera architettonica di tale portata, fu necessario demolire alcuni edifici antichi che si affacciavano su Piazza Duomo… E, si sa, non si rinuncia a cuor leggero ad una parte del proprio passato.

Una cosa, però, va detta: a volte è necessario demolire un pezzo di storia per creane un altro. E, dopo un iniziale scontento, la Galleria entrò lentamente nel cuore dei cittadini. Prova ne è il suo soprannome: il “Salotto di Milano”.

Ammirare la città dall’alto di uno dei suoi simboli è stata un’esperienza affascinante, anche perché la Galleria è a sua volta circondata da tanti, tantissimi simboli: molte delle opere architettoniche che rendono famosa Milano, infatti, si vedono perfettamente ad occhio nudo dalla passerella in ferro che percorre i tetti della Galleria.

highline galleria torre velasca

highline galleria piazza duomo

Ho attraversato lentamente tutte le baie che compongono il percorso, mentre il sole tramontava altrettanto lentamente; ho letto le curiosità, la storia, le citazioni dei personaggi storici. Ma non c’era bisogno di leggere nulla per ammirare il panorama tutto intorno: da quell’altezza potevo riconoscere la Torre Velasca, il Castello Sforzesco, la Madonnina dorata, mentre invece altri edifici mi erano del tutto sconosciuti e scoprivo il loro nome per la prima volta.

highline galleria tramonto

Il percorso era tranquillo e silenzioso, decisamente contemplativo. Ogni tanto una coppietta mi superava lentamente; una ragazza si concedeva un selfie sorridente con il Duomo sullo sfondo; fotografi dilettanti si fermavano ad immortalare uno scorcio particolare. Anch’io allora mi armavo di cellulare ed iniziavo a scattare, avvicinandomi sempre di più alla cupola di vetro.

percorso highline galleria

Essere a pochi metri dalla cupola, se non addirittura a pochi centimetri, mi ha permesso di studiare la Galleria da un punto di vista totalmente nuovo, specialmente quando è giunta la sera e le luci dei corridoi sottostanti si sono accese, mettendo in risalto gli arabeschi che, ad altezza uomo, non avevo mai potuto notare.

highline galleria notte

highline galleria

I motivi decorativi della cupola, in contrapposizione con le tante scalette in ferro e i camini che spuntano qua e là durante il percorso, offrono un insieme architettonico affascinante che, per chi ama il genere, mi ha ricordato le atmosfere steampunk di certi romanzi à la Jules Verne: anche le tracce di ruggine contribuiscono a rendere più “vissuto” l’insieme, addirittura poetico.

highline galleria duomo

Solamente quando il cielo ha iniziato ad incupirsi, mi sono resa conto che era ormai arrivata l’ora di scendere e di ritornare in mezzo alla gente, ai turisti, a chi faceva ancora shopping e a chi, invece, si stava affrettando per ritornare a casa. Così ho silenziosamente salutato Milano dall’alto e, quando sono ritornata coi piedi per terra in Piazza Duomo, mi sono voltata un istante verso la Galleria e la sua cupola: probabilmente qualche visitatore era ancora lassù, ad ammirare le luci della città.

Milano, 5 settembre 2016
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Autore: Vanessa Maran

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