La Torre Arcobaleno: i 14 colori dimenticati di Porta Garibaldi
storia della torre arcobaleno

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Costruita negli anni Sessanta, riqualificata nel 1990, ristrutturata nel 2015: che fine ha fatto la Torre Arcobaleno, simbolo del Made in Italy e del design milanese?

Quanti, dopo Expo, si ricordano della Torre Arcobaleno?
Forse solo chi arriva e chi parte dalla stazione di Porta Garibaldi sa che a Milano abbiamo una torre a 14 colori, composta da ben 100.000 piastrelle multicolori: alta 35 metri, la sua è una storia di rinascita e di abbandono.

torre arcobaleno

Tutto comincia nel 1964, anno in cui venne costruita nei pressi della stazione una torre piezometrica, ossia una cisterna dell’acqua che aveva lo scopo di rifornire le locomotive a vapore. Quando queste caddero in disuso a favore della trazione elettrica, per un po’ di tempo la torre continuò a rifornire d’acqua la stazione, fino a quando non cadde in uno stato di abbandono. Durante gli anni Ottanta si pensò di demolirla, ma i lavori non iniziarono mai.

Nel 1990, in occasione dei Mondiali di Calcio, la torre venne riqualificata appositamente, e non solo: venne decorata con piastrelle e colori che potessero esaltare la sua forma e dare un allegro benvenuto a tutti coloro che arrivavano a Milano. Peccato che in seguito venne dimenticata di nuovo, tanto da perdere molte piastrelle.

ristrutturazione torre arcobaleno

Infine nel 2015, con l’avvento di Expo, la torre venne nuovamente ristrutturata in modo da fungere da simbolo del design e della moda milanese ed italiana, accogliendo tutti i turisti e i visitatori venuti appositamente in città per l’Esposizione Universale.

Ma, con Expo alle spalle, quale sarà ora il destino della Torre Arcobaleno?
L’ennesimo abbandono, forse? Sarebbe un peccato: l’intenzione, passata Expo, era quella di fare della Torre Arcobaleno uno spazio per eventi e mostre, un luogo attivo che non fosse solo “bello da vedere”… Ma, al momento, quei 14 colori stanno per essere dimenticati per la terza volta: probabilmente Milano tornerà a ricordarsi di loro tra altri 25 anni.

Autore: Vanessa Maran

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