omenoni

“… un casotto nella contrada de’ Moroni, pieno in modo di capricciose invenzioni, che non n’è forse un altro simile in tutto Milano”.
G. Vasari

Corso Vittorio Emanuele II è una delle strade più frequentate della città, specialmente dai turisti e dai “malati dello shopping”: ma, se si osa svoltare in una delle vie laterali, si scopre una Milano nascosta e affascinante, celata agli occhi degli osservatori disattenti.

Noi di manoxmano vogliamo farvi osservare e anche esplorare la città: per questo, non appena vi allontanate dal Duomo e imboccate Corso Emanuele, vi invitiamo non a proseguire verso Piazza San Babila ma a svoltare a sinistra, in Piazza del Liberty. È facile da riconoscere: anche solo stando sul Corso vedrete di scorcio un edificio bianchissimo, caratterizzato da decorazioni in stile… indovinate? Liberty, appunto! Milano è particolarmente ricca di dimore storiche Liberty, ma di questo parleremo un’altra volta (e, se proprio non riuscite a trattenere la curiosità, vi consigliamo di farvi un giro in zona Porta Venezia).

Tornando agli Omenoni…
Se proseguite dritti lungo Via S. Paolo, ad un certo punto entrerete in un’altra piazza, più verdeggiante, dalla quale potete scorgere alla vostra sinistra una croce che svetta verso l’alto… Quella è la Chiesa di San Fedele, ma probabilmente a catturare la vostra attenzione sarà un disco bronzeo che sembra appena essere atterrato dal cielo! Si tratta di una delle opere di Arnaldo Pomodoro, che potete trovare in giro per Milano (vi diamo un indizio per “scovarne” un’altra: provate a gironzolare per il quartiere di Brera!)

omenoni

Guardatevi un po’ intorno e, quando sarete pronti a proseguire, attraversate il portico: entrerete in una terza piazza, quella dove si affaccia Palazzo Belgioioso. Prima di girare in Via degli Omenoni, sulla sinistra, non potrete fare a meno di avvicinarvi a quella luminosa facciata neorinascimentale che sicuramente noterete: si tratta di Casa Manzoni, dimora del celebre autore dei Promessi Sposi dal 1813 fino alla sua morte, e che oggi ospita un museo a lui dedicato.

casa manzoni

Ma non dimentichiamoci del motivo che vi ha portati fin qui! Date le spalle a Casa Manzoni e svoltate in quella via che, ora, si trova alla vostra destra: potrebbe sembrarvi un po’ tenebrosa, ma il bello di questa strada è anche questo!

Noterete presto gli Omenoni, di profilo, che danno il nome alla via… Ma cosa si intende per “Omenoni”? Non sono altro che “grandi uomini” (il termine corretto sarebbe “telemoni”, versione maschile delle più note “cariatidi”: la parola “omenoni”, infatti, è un’espressione meneghina) che hanno la stessa funzione di una colonna decorativa: e quelli di Casa degli Omenoni sono veramente possenti!

Ma da dove viene questo palazzo? Si tratta di un edificio risalente al Cinquecento e fu dimora di tal Leone Leoni (non a caso è noto anche come Palazzo Leoni-Calchi), scultore particolarmente apprezzato dall’Imperatore Carlo V d’Asburgo (potete vedere una sua opera all’interno del Duomo: il Monumento funebre di Gian Giacomo Medici, disegnato da Michelangelo in persona!).

Fu proprio Leoni a volere la costruzione del palazzo, che poi acquistò per sé e per il figlio Pompeo dopo una vita avventurosa al seguito dell’imperatore. All’interno della casa i due Leoni raccolsero e collezionarono oggetti d’arte antica e opere dei maggiori artisti del loro tempo, tra cui il famoso Codice Atlantico di Leonardo da Vinci (ora custodito dalla Biblioteca Ambrosiana). Oggi invece l’edificio è la sede del Clubino, un esclusivo club per soli gentiluomini che, dal 1924, è un punto d’incontro per la grande borghesia e l’aristocrazia milanese: entrarci non è certo semplice… ed è meglio non sapere a quanto ammonta la tassa d’iscrizione!

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Ma non pensiamo troppo agli spazi interni: l’aspetto più affascinante della Casa degli Omenoni è sicuramente la sua facciata, sorretta da otto giganti possenti. Le iscrizioni dietro le loro teste barbute ne indica il nome (Svevo, Quado, Adiabene, Parto, Sarmata e Marcomanno) e ognuno di loro rappresenta un popolo barbaro sconfitto in epoche lontanissime. Avvicinatevi e, oltre alle espressioni degli omenoni, osservate con attenzione il cornicione: i giganti sono infatti accompagnati da chimere e festoni, aquile e, soprattutto, da leoni. Due di questi, al centro, stanno sbranando un povero satiro, che in questo caso rappresenta la Calunnia.

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Queste decorazioni sono una chiara allusione alla famiglia Leoni e al carattere impetuoso del proprietario, ma anche un severo monito per i visitatori malintenzionati: quindi assicuratevi di avere delle ottime intenzioni, mentre passate di qui!
Intanto vi consigliamo di proseguire il vostro giro verso Piazza della Scala, dominata non solo dall’omonimo, celebre teatro ma anche da Palazzo Marino, un altro edificio ricco di storia: si racconta che sia addirittura maledetto!

INFORMAZIONI UTILI

Casa degli Omenoni
Via degli Omenoni 3, Milano
come arrivare:
metro linee M1 Duomo o M3 Duomo