I Patrimoni Unesco in Lombardia: 11 tesori a pochi km da Milano
I Patrimoni Unesco in Lombardia: 11 tesori a pochi km da Milano
lombardia patrimoni unesco

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Non bisogna poi allontanarsi molto da Milano per scoprire luoghi di immensa bellezza e di grande valore storico-artistico. Ad esempio, sapete che solo in Lombardia abbiamo ben 11 Patrimoni Unesco? Scopriamoli insieme!

Ecco un’idea per delle gite fuoriporta, senza uscire dai confini lombardi: esplorare i Patrimoni Unesco della Lombardia! Sono addirittura 11 e spaziano da siti archeologici preistorici a capolavori del Rinascimento, da paesaggi montani mozzafiato a mestieri antichi e affascinanti. Pronti a partire?

SACRI MONTI DEL PIEMONTE E DELLA LOMBARDIA

Introdotti tra i Patrimoni dell’umanità dell’Unesco nel 2003, i Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia entrarono in questa lista perché costituiscono un ottimo esempio di integrazione tra complessi architettonici e paesaggio naturale.
L’origine dei Sacri Monti (oggi se ne contano nove) risale alla fine del 1400, quando i frati minori francescani decisero di realizzare un nuovo complesso religioso che potesse sostituire i luoghi santi di Gerusalemme, essendo quella zona troppo difficile da raggiungere dai pellegrini a causa dell’espansione musulmana. Lo stesso Carlo Borromeo, vescovo di Milano, sostenne con decisione la costruzione di questa “Nuova Gerusalemme“, particolarmente suggestiva anche ai giorni nostri.
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SITI PALAFITTICOLI PREISTORICI DELL’ARCO ALPINO

Intorno alle Alpi sono stati ritrovati ben 111 siti archeologici di costruzioni palafitticole del Neolitico e dell’Età del Bronzo, tra Svizzera, Austria, Francia, Germania, Slovenia e Italia. In particolare, il più antico insediamento di palafitte finora ritrovano si trova proprio in Lombardia, sul Lago di Varese, in corrispondenza dell’Isolino Virginia, dove è possibile visitare un percorso didattico all’aria aperta e un piccolo museo, il Museo Civico Preistorico.
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MONTE SAN GIORGIO

monte san giorgio

Monte San Giorgio è diventato Patrimonio Uncesco perché costituito da rocce del Mesozoico, ricche di fossili perfettamente o quasi perfettamente conservati. In Italia questi reperti fossili sono custoditi soprattutto all’interno del Museo Civico di Storia Naturale di Milano e del Museo dei fossili di Besano, in provincia di Varese.
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FERROVIA RETICA NEL PAESAGGIO DELL’ALBULA E DEL BERNINA

Dalla scheda sul sito italiano dell’Unesco:
“La Ferrovia Retica parte da Tirano, in Italia, e arriva in Svizzera, nella località di St.Moritz, attraversando le Alpi svizzere tramite due passi, numerosi trafori, gallerie, ponti e viadotti. Definito comunemente «Trenino rosso del Bernina», è una meta fissa per i turisti e un importante mezzo di trasporto per gli spostamenti locali.
Il bene Patrimonio Mondiale UNESCO, transnazionale, è riferito alle due tratte ferroviarie storiche che sono riunite nella Ferrovia Retica: la ferrovia dell’Albula, aperta nel 1904, misura circa 63 chilometri collegando Thusis e St. Moritz ed è una classica ferrovia di montagna per treni a vapore, con un tracciato e manufatti costruiti con pietra locale; la linea del Bernina, completata nel 1910, collega St. Morizt a Tirano ed è la tratta della trasversale alpina più alta di tutta Europa, oltre che una delle ferrovie ad aderenza naturale più ripide al mondo. Entrambe le ferrovie collegano l’Engadina al turismo internazionale e costituiscono esse stesse un’attrazione turistica.
La Ferrovia Retica è un esempio eccezionale di tecnologia, ingegneria e architettura, un unicum armonico e spettacolare in cui l’intervento umano è riuscito ad integrarsi in un paesaggio di alta montagna ed ha contribuito a sbloccare l’isolamento delle comunità montane, favorendo la circolazione di idee, culture e persone”.
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ARTE RUPESTRE DELLA VAL CAMONICA

Il patrimonio storico della Val Camonica ha un immenso valore culturale: non a caso il simbolo della Lombardia è una rosa camuna sintetizzata, simbolo solare delle popolazioni protoceltiche che abitarono quelle zone a partire dal Mesolitico. Le incisioni rupestri della valle furono addirittura il primo Patrimonio Unesco riconosciuto in Italia.
Questi cosiddetti “petroglifi preistorici” coprono un lunghissimo arco di tempo, dalla remotissima epoca dei cacciatori nomadi che si spostavano per inseguire le prede al popolo dei Camuni, risalenti all’Età del Ferro. Le più antiche incisioni risalgono addirittura a 13.000 anni fa!
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I LUOGHI DI POTERE DEI LONGOBARDI

“I Longobardi in Italia. Luoghi del potere” è un sito dell’Unesco formato da varie costruzioni di epoca longobarda, disseminate in molte regioni italiane. La Lombardia vanta ben due di questi luoghi: il complesso monastico di San Salvatore e Santa Giulia di Brescia e il Parco Archeologico di Castelseprio, in provincia di Varese. Entrambi rappresentano due preziose testimonianze del passato “barbaro” dei Longobardi.
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LE MURA VENETE DI BERGAMO

Le mura di Bergamo, risalenti al dominio della Repubblica di Venezia durante il 1500, sono particolarmente ben conservate perché, ironia della sorte, non subirono alcun evento bellico. Anzi, già all’epoca della loro costruzione questo tipo di sistema difensivo stava già decadendo, tant’è che nel secolo successivo gli spazi delle mura vennero adibiti a funzioni civili. Ciononostante, anche oggi Bergamo dall’esterno appare una città inespugnabile, fiera delle sue mura.
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VILLAGGIO OPERAIO DI CRESPI D’ADDA

Dalla scheda sul sito italiano dell’Unesco:
“Crespi d’Adda è uno straordinario esempio di “città aziendale”, un fenomeno che si è sviluppato in Europa e Nord America nel XIX e all’inizio del XX secolo, espressione della filosofia prevalente di industriali illuminati nei confronti dei loro dipendenti.
Il villaggio fu fondato da Cristoforo Benigno Crespi per ospitare gli operai della sua fabbrica tessile e la sua configurazione finale fu sviluppata dal figlio di Cristoforo, Silvio Benigno Crespi che aveva studiato il funzionamento dei cotonifici tedeschi e inglesi. Silvio creò una città allo scopo di fornire abitazioni confortevoli e servizi per poter usufruire di una manodopera stabile e prevenire il conflitto industriale”.
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IL SAPER FARE LIUTAIO CREMONESE

L’antica arte del liutaio è un mestiere che contribuisce solidamente all’identità della città di Cremona. Un vero artigiano costruisce e restaura violini, viole, violoncelli e contrabbassi senza nessun tipo di supporto industriale o semi-industriale, nemmeno nei materiali. Il Museo del Violino di Cremona aiuta a comprendere anche ai profani il fascino di questa professione.
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SANTA MARIA DELLE GRAZIE E CENACOLO VINCIANO

Ecco un sito UNESCO che non ha bisogno di presentazioni, specie per i milanesi! Il Cenacolo Vinciano è una delle attrazioni più famose di Milano e ogni anno attrae tantissimi turisti di ogni tipo, nonostante i rigidi turni di visita. È un affresco molto importante della storia dell’arte non solo per l’uso sapiente della prospettiva e delle luci, ma anche e soprattutto per lo studio delle diverse reazioni degli Apostoli all’annuncio di Gesù.
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MANTOVA E SABBIONETA

Sia Mantova che Sabbioneta divennero nelle mani della nobile famiglia Gonzaga due perfetti esempi di città rinascimentali. La prima e più famosa, Mantova, venne “abbellita” e perfezionata da una città già esistente, grazie ad una corte che richiamava a sé alcuni dei più grandi artisti del Rinascimento, mentre invece Sabbioneta venne costruita secondo i canoni della città ideale, a cominciare dal perimetro delle mura, diventando uno dei borghi più belli d’Italia.
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Autore: Vanessa Maran

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