Odonomastica: da dove arrivano i nomi delle strade di Milano?
Odonomastica: da dove arrivano i nomi delle strade di Milano?
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Milano ha un passato così ricco che anche la sua odonomastica (l’insieme delle strade di una città, ma anche lo studio dei loro nomi e della loro storia) merita di essere raccontata!

Piazza Duomo, Corso Vittorio Emanuele II, Via Torino, Via Bagnera, Piazza Vetra, Via Manzoni… Dietro il nome di ogni via, di ogni piazza e di ogni quartiere di Milano si nasconde una storia (come abbiamo già evidenziato in questo articolo), ma quando questi nomi sono stati decisi in via “ufficiale”?

C’è stato un tempo in cui le strade di Milano, e quelle di qualsiasi altra città, non avevano un nome vero e proprio. Ci si orientava in base alla vicinanza con canali, ponti, chiese o piazze, e in qualche modo la cosa funzionava. Ma quando una città comincia ad ingrandirsi e a popolarsi in modo importante, dei nomi “fissi” diventano quasi necessari. Proviamo ad immaginarci oggi, schiavi del navigatore e di GoogleMaps, senza la possibilità di inserire il nome di una via…

Già in epoca comunale Milano aveva una sorta di toponomastica. Questo lo sappiamo grazie ad un certo Giovanni Francesco Kraus, che nel 1763 ricopiò una mappa del Seicento, a sua volta copia di una mappa molto più antica, al tempo del Comune medievale. Da questa mappa deduciamo che Milano era divisa in sei sestieri (Porta Comasina, Porta Nuova, Porta Orientale, Porta Romana, Porta Ticinese e Porta Vercellina), ognuno suddiviso a sua volta in cinque contrade.

sestieri e contrade di milano

Con il trascorrere del tempo, il termine “contrada” finì con l’indicare quella che oggi intendiamo come “via”: ad esempio, Via Larga si chiamava Contrada Larga. Esistevano anche altre terminologie, alcune delle quali arrivateci ai giorni nostri: il “Corso” era una strada importante che portava ad una delle porte di Milano, il “Borgo” era un gruppo di case lontane dal centro storico, la “Stretta” era una via minore, ecc…

Per una toponomastica ufficiale dobbiamo aspettare il 1785, durante il dominio austriaco, quando l’imperatore Giuseppe II decise di dare un nome vero e proprio a tutte le strade milanesi. Il motivo? Semplificare la riscossione delle tasse!

Giuseppe II ordinò che all’angolo di ogni incrocio venissero installate delle targhe di legno indicanti le vie, rispettando i nomi che erano stati tramandati fino a quel momento. I numeri civici, invece, non avevano alcun rapporto con la via e ogni edificio aveva il proprio numero, dando origine ad una serie di numeri sempre più alti che, partendo da Palazzo Reale (n. 1) salivano seguendo una spirale antioraria. Così facendo, girando per Piazza Fontana e dintorni potevamo leggere da una parte i numeri dal 3 all’11, ma anche il 562 e il 978A: questo perché ogni edificio aveva il proprio numero identificativo.

Un tempo Via Durini n. 24 era il n. 432

In questa mappa possiamo osservare con precisione quali erano i nomi e i numeri civici delle strade di Milano, nel 1785.

Nel 1865, qualche anno dopo la nascita del Regno d’Italia, l’odonomastica venne riformata in modo che fosse uniforme in tutta la penisola. Comunque molti dei nomi “storici” sono rimasti uguali, continuando a raccontare il passato della nostra città!

Autore: Vanessa Maran

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