Navigli a Milano: e se davvero li riaprissero?

Che bellezza sarebbe rivedere l’acqua scorrere per le strade della nostra città!

Certo è un sogno di tanti da tanti anni, ma mai come in questo momento, di seria rivalutazione della città di Milano, questo argomento è stato al centro.

La cosa poi bella che avevano i Navigli della Cerchia, qui a Milano, era che comunque esisteva una zona carrabile e una navigabile lasciando quindi libertà di poter camminare o navigare.
Così infatti scriveva, nel lontano 1300, Bovesin della Riva:
“Un fossato di sorprendente bellezza e larghezza circonda questa città da ogni parte e contiene non una palude o uno stagno putrido, ma l’acqua viva delle fonti, popolata di pesci e di gamberi. Esso corre tra un terrapieno all’interno e un mirabile muro all’esterno”

Ma Milano si ferma davanti a tutto ciò e non solo per i costi (certamente ammortizzabile con l’incremento del turismo e della qualità della vita degli abitanti), ma per il “traffico”che dovrebbe ovviamente essere deviato altrove ed essere ulteriormente allontanato anche da questa prima circonvallazione che oggi circoscrive la zona C a traffico limitato!

Inutile per noi di manoxmano fare delle supposizioni, ci piace pensare però che questo progetto rimanga sui tavoli delle amministrazioni e che, se scartato, lo sia fatto valutando davvero tutti i pro e i contro e non venga accantonato solo per interessi “altri” che non riguardino MAI il benessere dei cittadini e la vivibilità della nostra città!

L’unica cosa che possiamo suggerirvi per capire meglio cosa potrebbe diventare Milano, è salire sull’Autobus94, carichi di fantasia e immaginazione, e viaggiare lungo la Cerchia seguendo le nostre indicazioni sul percorso con l’autobus 94 lungo i Navigli scomparsi.

Di seguito riportiamo l’articolo di ieri 11 giugno 2015 di MilanoToday che certamente vi spiegherà, meglio di noi, il progetto in questione!

Un progetto ambientale, paesaggistico e di recupero dell’identità storica di Milano città d’acqua, una nuova sfida nel segno della vivibilità e della sostenibilità, nata da quasi 490mila “sì” al referendum del 2011.

Un progetto ambientale, paesaggistico e di recupero dell’identità storica di Milano città d’acqua, una nuova sfida nel segno della vivibilità e della sostenibilità, nata da quasi 490mila “sì” al referendum del 2011. Vengono presentati alla città i risultati dello studio di fattibilità per la riapertura dei Navigli, affidato dall’amministrazione comunale a un gruppo di lavoro interdisciplinare che ha visto coinvolte diverse Università, professionisti ed esperti con il coordinamento del Politecnico di Milano.

“Avevamo preso un impegno, l’abbiamo rispettato. Quella di ora – ha detto il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris – è una tappa importante nel percorso verso la riapertura dei Navigli: è la dimostrazione che abbiamo saputo rispondere, con serietà e capacità di guardare al futuro, alle esigenze espresse dai cittadini con il referendum. Abbiamo iniziato introducendo una fascia di salvaguardia nel piano governo territorio, e proseguendo poi con lo studio del territorio, al fine di verificare tutti gli aspetti, i vincoli e le problematiche: un lavoro complesso, fatto anche grazie alla collaborazione con il Politecnico, Mm, Amat e molti cittadini. Ora abbiamo tutti gli elementi per permettere alla politica di decidere e di avviare, tra il 2016 e il 2020, la progettazione e il finanziamento dell’opera: proprio su quest’ultimo punto possono esservi molte possibilità, anche attraverso ulteriori approfondimenti e confronti con operatori e cittadini”.

Lo studio si concentra sulla rilevanza territoriale del sistema dei Navigli: dal nord-est della città, dove il Naviglio Martesana è ancora aperto, verso il centro di Milano, dove ritrova il tracciato della storica cerchia sul versante orientale, sino alla Darsena per ricongiungersi ai Navigli Pavese e Grande. È stata analizzata la fattibilità degli interventi sotto il profilo architettonico, viabilistico, trasportistico, oltre che geologico, idrogeologico e idraulico.

Dal punto di vista economico, la valutazione tiene conto dei costi (circa 406 milioni) e dei benefici collettivi (che si prevede siano misurabili in circa 800 milioni tra miglioramento della qualità urbana, aumento della profittabilità delle attività commerciali e dell’attrattività turistica, incremento dei redditi per effetto dell’investimento). Una sezione della ricerca, inoltre, è dedicata agli aspetti dell’informazione e delle modalità di partecipazione della città al progetto. (MilanoToday)

Con l’autobus 94 lungo i Navigli scomparsi

Milano, 12 giugno 2015

Autore: Paola Caneva

Founder – Presidente – Project ManagerVedi profilo >

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