Palazzi in guerra: il Diavolo di Porta Romana contro il mercante di seta
Corso di Porta Romana il Diavolo VS il Conte

Corso di Porta Romana il Diavolo VS il Conte

In passato le guerre non si facevano solo con gli eserciti, ma anche con i palazzi: lo dimostra la faida che, durante il Seicento, ebbe come “campo di battaglia” Corso di Porta Romana, all’epoca abitata dal Diavolo in persona!

Entrando in Corso di Porta Romana da Piazza Missori, ad un certo punto troverete ai lati della strada due palazzi, entrambi risalenti al XVII secolo, che durante la peste manzoniana fecero parecchio parlare di sé: sono Palazzo Acerbi, al n°3 (sulla sinistra) e Palazzo Annoni, al n°6 (sulla destra). I due edifici si trovano uno di fronte all’altro e, anche se oggi potrebbero passare quasi inosservati, all’epoca erano tra i più lussuosi di Milano, in un periodo in cui la città stava invece cadendo in miseria.

Ma qual è la loro storia?

Palazzo Acerbi prende il nome dal suo più famoso proprietario, il marchese Ludovico Acerbi, senatore milanese accompagnato da una fama che definirla infausta è dir poco. Comprò l’edificio nel 1615 e fin da subito si premurò ad arricchire gli interni con stanze e mobili lussuosi, dove poter organizzare feste dispendiose e sbattere in faccia a tutti le proprie ricchezze. La diffusione della peste a Milano non cambiò questa sua inclinazione, tutt’altro: le feste si fecero sempre più frequenti, mentre la popolazione veniva decimata e molti nobili fuggivano in campagna.

palazzo acerbi

Il marchese Acerbi aveva l’abitudine di uscire all’ora del tramonto, in carrozza, percorrendo tutto il Corso di Porta Romana, per poi rientrare la sera ad allietare i suoi ospiti. Né lui né gli invitati si ammalarono di peste e continuarono a festeggiare fino alla fine dei loro giorni. La vita dispendiosa del marchese, che in parte ricorda il racconto di Edgar A. Poe La Maschera della Morte Rossa, ispirò l’immaginazione popolare, che trasformò Acerbi nel Diavolo di Corso di Porta Romana: infatti solo un demone avrebbe potuto sopravvivere alla peste!

Peccato che Ludovico Acerbi in realtà morì nel 1622, qualche anno prima della peste immortalata dal Manzoni (che invece si diffuse tra il 1629 e il 1633). La sua leggenda però continua, nonostante queste male voci siano circolate senza fondamento alcuno. Un brutto carattere, forse? O invidia? O magari perché il senatore lavorava per il governo spagnolo?

Diavolo o meno, Acerbi non era l’unico in Porta Romana a volersi divertire, peste o meno. Infatti anche il proprietario del palazzo di fronte al suo, il commerciante di sete Paolo Annoni, era ben deciso a sfoggiare il proprio lussuoso stile di vita: non era nobile, ma sicuramente non possedeva meno ricchezze di Acerbi. A dimostrarlo era il fatto che Annoni scelse come architetto della propria dimora Francesco Maria Richini, lo stesso del Palazzo di Brera e della Ca’ Granda (per la quale progettò la facciata e il cortile): sicuramente non l’ultimo arrivato!

Così, mentre in città la gente moriva a causa della peste, il lazzaretto si riempiva velocemente e Renzo cercava la sua Lucia, Ludovico Acerbi e Paolo Annoni facevano a gara a chi aveva il salone più lussuoso, le stanze più appariscenti, le feste più dispendiose e il giardino più originale. Peccato che, al giorno d’oggi, gli interni dei palazzi non si siano conservati.

 

25 giugno 2018

Autore: Vanessa Maran

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