C’era una volta il castello più antico di Milano… e non è lo Sforzesco!
C’era una volta il castello più antico di Milano… e non è lo Sforzesco!
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Il Castello Sforzesco è uno dei simboli più noti di Milano e ci siamo tutti molto affezionati. Tuttavia, nella città meneghina sorge un altro castello, addirittura più antico, che oggi è praticamente dimenticato: il Castello di Macconago

Milano viene chiamata anche la “città dei 70 borghi“, e non è di certo un caso: nonostante la sua fama di metropoli, conta anche diversi borghi storici che, nonostante custodiscano un patrimonio artistico e storico non indifferente che meriterebbe una riqualificazione, sono comunque abbandonati a loro stessi.

Uno di questi borghi è Macconago, facente parte del Municipio 5, che si affaccia su Via Ripamonti. Macconago si trova quindi nella periferia meridionale di Milano, nel bel mezzo della campagna. Diversi edifici storici compongono il suo territorio, tra cui una chiesa del XVIII secolo e, per appunto, il Castello di Macconago.

Per essere super precisi, il castello si trova in Via Macconago 38 e, al contrario della chiesa, non è in stato di abbandono: anzi, è stato restaurato di recente e, dopo essere stato acquistato dalla famiglia Gavana, oggi viene utilizzato per ospitare ricevimenti e altri eventi.

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Il Castello di Macconago oggi

Gli abitanti originari del castello erano i Pusterla, una nobile famiglia medievale, mentre invece la costruzione del castello risale al  1330-1340. Questa datazione lo rende di fatto il più antico castello di Milano, dato che il primo nucleo dell’allora Castello di Porta Giovia, l’odierno Castello Sforzesco, venne costruito tra il 1358 e il 1368 per volere di Galeazzo II Visconti. Va anche specificato che quello che oggi chiamiamo “castello” era in realtà una semplice rocca, non abitabile: infatti la sede della corte di Galeazzo era il Castello di Pavia.

Il Castello di Macconago cadde in rovina insieme alla famiglia Pusterla, a causa di una vicenda degna di un romanzo (e in effetti lo scrittore ottocentesco Cesare Cantù ci dedicò un libro à la Manzoni). Durante la prima metà del 1300, le famiglie dei Pusterla e dei Visconti si imparentarono grazie al matrimonio tra Francesco Pusterla e la figlia di Uberto Visconti, Margherita, che pare fosse particolarmente bella. La donna veniva corteggiata da numerosi uomini, anche dopo il suo matrimonio, ma il cugino Luchino Visconti era molto più insistente degli altri.

Quando Margherita rivelò al marito le inopportune attenzioni di Luchino, Francesco Pusterla decise di vendicarsi e ordì una congiura contro il Visconti, appoggiato da altre famiglie milanesi (viene da pensare che il comportamento di Luchino fosse stato in realtà solo un pretesto per contrastare i Visconti). I Visconti però scoprirono il tradimento e imprigionarono non solo Francesco, ma anche Margherita e il figlio Venturino.

La triste storia dei Pusterla fa parte del nostro e-book dedicato ai fantasmi di Milano, dato che si racconta che lo spirito di Margherita sia ancora tra di noi, troppo tormentato per trovare pace: potete scaricare gratuitamente il pdf a questo link.

Lo stemma della famiglia Pusterla

In seguito i Visconti affidarono il Castello di Macconago ai Vimercati, ai quali fecero seguito altre famiglie nobili: i Calchi, i Marliani, i Ferrario, i Tarlaini, ai Greppi e, infine, ai Gavana.

Oggi il castello si presenta a noi come un edificio a pianta quadrata, dotato di torri di avvistamento e di un camminamento con merli ghibellini a coda di rondine (“trasformati” poi in finestre). Oltre allo stemma nobiliare dei Pusterla, sopravvissuto ai secoli, si possono anche intravedere sotto l’androne quello che rimane di alcuni graffiti rinascimentali.

Purtroppo il castello non è sempre aperto al pubblico ed è accessibile solo in occasione di cerimonie e ricevimenti, ma almeno da decenni non è più in stato di abbandono, anzi, è stato restaurato e oggi è ancora in uso. Immaginiamo, però, che potrebbe formare un complesso turistico interessante, insieme alla chiesa e alle cascine vicine.

Insomma, al momento non possiamo visitare così su due piedi di Castello di Macconago, ma fortunatamente la Lombardia è ricca di fortezze e castelli aperti al pubblico: nel nostro blog ne segnaliamo alcuni, in attesa di risvolti futuri su Macconago.

Il Castello di Macconago durante gli anni ’60, prima del restauro

Autore: Vanessa Maran

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