Streghe a Milano
Vi vogliamo raccontare di una città antica e misteriosa… Milano, come tante altre città europee, vanta tradizioni antichissime legate alle arti magiche… ma esiste la magia? Diciamo che voi siete liberi di crederci o meno, ma una volta, 700 anni fa, non era così!

Chi ci credeva veniva processato, torturato e il più delle volte bruciato! Infatti, dovete sapere che, per oltre 400 anni, tutto ciò che non si capiva, che era sconosciuto o che non aveva una spiegazione apparente, veniva considerato il MALE e, come tale, veniva condannato. Quante persone innocenti vennero processate, torturate e bruciate solo perché considerate diverse fisicamente o nei modi di pensare! Questa vergognosa parentesi della nostra storia si chiama Inquisizione… ma questa è un’altra storia e ve la spiegheranno a scuola… concentriamoci piuttosto sulle streghe di Milano…
Ma queste streghe sono veramente esistite? Davvero esistevano donne esperte in rituali magici, veleni e filtri d’amore?

Anche se non ci credete, provate ad usare la vostra fantasia e attraversate, senza timore, i luoghi dove queste fattucchiere si narra vivessero, ballassero, e facessero sortilegi e magie. Magari, chissà, forse alzando gli occhi al cielo, ne vedrete passare una! Iniziate il percorso dalla zona di Via Laghetto, a fianco dell’Università Statale… E’ un bellissimo angolo di Milano, ora, ma per tantissimo tempo venne considerato un luogo malsano e frequentato da gente molto poco raccomandabile… Si dice che in questa zona, un tempo, ci fosse solo una grande foresta… poi, durante la costruzione del Duomo di Milano (Piazza del Duomo), al fine di poter trasportare fino a qui i giganteschi blocchi di marmo bianco, venne realizzato un corso d’acqua in modo tale che le imbarcazioni, dal Naviglio, potessero arrivare il più vicino possibile al cantiere. Ed ecco spiegato almeno il primo mistero !

Ad ogni modo, proprio qui, in Via Laghetto al 2, abitava la strega delle streghe, il suo nome era Arima! Sembra che Arima, di notte, organizzasse feste e banchetti, preparasse pozioni magiche e sortilegi, ballasse sui tetti insieme alle sue seguaci e, sempre con loro, volasse fino in Piazza della Vetra!

Anche quest’altro quartiere, che vedremo dopo, pare avesse una fama poco raccomandabile sia per la gente che vi abitava sia per il degrado, la sporcizia e l’odore che si percepiva anche solo passando…
La gente dell’epoca si teneva ben lontana da questi strani luoghi indicando spesso il male e l’occulto laddove invece regnava solo miseria e povertà. Quando a Milano arrivò il morbo della peste, la città fu messa in ginocchio… la malattia dilagava velocemente ma nella zona di Via Laghetto nessuno, né uomo né donna, si ammalava mai. Non esistendo una spiegazione apparente, la popolazione iniziò a pensare che la malattia venisse tenuta lontana dai sortilegi e dalle magie delle streghe che ci abitavano. La verità, invece, sembra sia un’altra… ma aspettate, non siate troppo impazienti!

Nel frattempo, se è ora di pranzo, potete fare una pausa ristoratrice e cercare di immaginarvi come potesse essere questo quartiere 400 anni or sono… C’era quindi un porticciolo, dei grossi barconi che ormeggiavano per essere scaricati, miseria e degrado, ma certamente un grande fermento di gente indaffarata!

Decidete, anche in base alla giornata e al tempo che volete dedicare, se volete fermarvi a mettere le gambe sotto il tavolo (PizzaPazza, Original Pizza, Pizzeria Griglieria Flash) o se vi basta uno stuzzichino veloce da gustare all’aperto (Antica Salumeria del Laghetto, Caffetteria Santo Stefano, Margy Burger) seduti su una panchina di largo Richini ammirando l’ex ospedale di Milano (Università Statale) che ai tempi dava ricovero ai malati di peste!

Qualsiasi cosa abbiate scelto di fare o non fare, è ora di proseguire per Piazza della Vetra per scoprire dove le streghe venivano torturate affinché confessassero i propri malefici e poi bruciate davanti alla folla che acclamava giustizia! Sarebbe bello che ci poteste andare volando come facevano loro, ma ahimè, i tempi son cambiati e vi tocca prendere i mezzi. L’autobus 94 (fermata sforza/andreani) è perfetto… il tragitto che farete sulle veloci ruote della 94, una volta lo si faceva sull’acqua con i barconi… Chiedete all’autista di ormeggiare, scusate, di fermarsi, davanti al Parco delle Basiliche e addentratevi nei giardini dalla parte della Chiesa di San Lorenzo.

Questa era la zona dei conciatori di pelle, i Vetreschi, così chiamati perché bagnavano il pellame nelle acque del Vetra, un corso d’acqua proveniente dal Naviglio, che scorreva davanti a Via delle Pioppette. L’odore che qui si respirava era terribile tanto da tener lontano i passanti emarginando il quartiere fino a considerarlo un covo di malviventi e quindi il luogo adatto per procedere alle esecuzioni pubbliche, in particolare, i roghi per le streghe! Ma cosa succedeva esattamente quando si assisteva ad una esecuzione? Il mal capitato, strega o stregone che fosse, procedeva legato e scortato per Via delle Pioppette, attraversava un ponticello in legno sul canale Vetra e raggiungeva, in mezzo alla folla urlante, il patibolo.

Vedete quella statua (San Lazzaro Martire) laggiù? Ecco, il patibolo era proprio in quel punto! A volte si procedeva, prima del rogo, alla tortura della vittima tramite diabolici marchingegni, come la ruota, altre volte invece si accendeva subito il fuoco!

Allora… cosa ne pensate? Terribile, non credete? E la cosa più grave è che con l’accusa di stregoneria, il più delle volte confessata a forza sotto tortura, vennero giustiziate tantissime persone sotto gli occhi di tutti! Ma, attenzione, non tutti gli inquisitori la passarono liscia! Infatti ora vorremmo portarvi qui vicino, in Piazza Sant’Eustorgio (l’altra basilica del parco) perché vediate come, a volte, chi la fa l’aspetti
Vi consigliamo di uscire dai giardini da questa parte, prendere via San Pio IV verso Corso di Porta Ticinese e proseguire sempre dritto fino in Piazza Sant’Eustorgio che troverete sulla sinistra, esattamente dalla parte opposta del parco.

Attraversate il magnifico sagrato della basilica di San Lorenzo davanti all’imponente colonnato di epoca romana… passate sotto gli archi della vecchia Porta Ticinese, superate il semaforo e proseguite lungo il corso guardandovi in giro: questo è un quartiere molto caratteristico… Il traffico limitato rende questa zona molto particolare, forse apparentemente trasandata ma ricca di tradizione e fascino.

Da Via San Pio IV, a sant’Eustorgio, sarà un susseguirsi di botteghe e locali veramente degni della vostra passeggiata e, se avete voglia di fare una pausa per un pranzo o una merenda, avrete solo l’imbarazzo della scelta…

(Cantina Della Vetra, Impronte d’Autore, Ristorante Pizzeria Old Wild West, PortNoy Cafè, Rossopomodoro, Grom, Pizzeria del Ticinese, Ume ristorante giapponeseGelateria – Creperia Le Colonne, La Voglia, California Bakery, Natural Bakery, Life Lost in Food Experience)

Ricordatevi che avete un bellissimo parco di cui godere per cui valutate se sia meglio fermarsi in un locale o prendervi una schiscetta (qui il dialetto milanese è d’obbligo!) e gustarvela seduti su una panchina.

Eccovi ora in Piazza Sant’Eustorgio! Dovete sapere che, inizialmente, il patibolo era proprio qui anche se la maggior parte delle esecuzioni venne fatta in Piazza della Vetra.

Ecco ora quello che ci interessava: vedete quella statua sopra la colonna? Non vedete niente di strano sulla testa di quell’uomo? Ha una spada conficcata nel cranio! Ma chi era costui? Era Pietro da Verona, un frate inquisitore, che mandò sul rogo talmente tanta gente innocente che, un giorno, caduto in un’imboscata, venne trafitto alla testa per vendetta! Ora potete passeggiare senza traffico costeggiando la basilica e rientrando nel parco dai cancelli alla vostra sinistra e potete correre e sfogarvi a perdi fiato… oppure, se vi è rimasta la curiosità, ascoltare perché gli abitanti di Via Laghetto non si ammalarono mai di peste!

Come vi abbiamo detto all’inizio, in quella zona arrivavano i barconi pieni di blocchi di marmo. Questo materiale veniva scaricato, tagliato e trasportato fino al Duomo in costruzione. La polvere di marmo si depositava ovunque e soprattutto si appiccicava sulla pelle degli abitanti rendendoli immuni all’attacco delle pulci che, ai tempi, rappresentavano il veicolo principale per la trasmissione della malattia…

Ecco svelato il mistero. Avete visto come era semplice? Quindi, mi raccomando, non date mai giudizi troppo affrettati… il più delle volte esiste una spiegazione, basta cercarla!
All’uscita dei cancelli sarete nuovamente alla fermata del vostro autobus 94 e potrete decidere di tornare da dove siete venuti. Tornerete a casa magari sempre più convinti che le streghe non esistano, ma avrete attraversato un pezzo di storia della vostra città, senza banco e senza libri, solo con la vostra fantasia!

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