Passaporto #inLombardia? Iniziate da Mantova!
mantova

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Ma serve il passaporto, per viaggiare in Lombardia? Ovviamente no: Passaporto #inLombardia è un’iniziativa che vi spronerà ad esplorare le meraviglie della nostra regione… E come cominciare al meglio, se non da Mantova?

Vi ricordate il passaporto di Milano Expo? Ecco, la Regione Lombardia ha organizzato un’iniziativa simile: richiedendo gratuitamente il vostro passaporto lombardo, avrete un elegante libriccino da farvi timbrare ogni volta che esplorerete una determinata meta: in questo modo la Lombardia diventa tutta da collezionare!

passaporto in lombardia

Ma da dove iniziare il vostro viaggio?

manoxmano vi aveva già consigliato delle gite fuoriporta pensate apposta per noi milanesi (ve le siete perse? Scaricate la nostra guida gratuita!) e, tra queste, una tra le più ricche e soddisfacenti è sicuramente Mantova!

mantova gita

Mantua (per chiamarla alla mantovana) e la vicina Sabbioneta rientrano tra i Patrimoni Mondiali dell’UNESCO: e, visitandola, si capisce facilmente perché. Oggi vediamo gli splendori che i Gonzaga si sono lasciati alle spalle, ma la storia di questa città risale a secoli e secoli prima del Rinascimento: a fondarla, probabilmente, furono gli Etruschi… ma poi ci passarono anche i Celti e, ovviamente, i Romani! Mantova, infatti, diede i natali a Virgilio, cantore dell’Eneide: secondo la sua versione, Mantova venne fondata da Ocno, figlio di una divinità fluviale e dell’indovina Manto (da qui il nome della città). Decidete voi a cosa credere 😉

Ma il periodo storico che vide veramente fiorire la città è senza ombra di dubbio il Rinascimento: i Gonzaga fecero di Mantova una vera e propria città principesca e la loro corte era tra le più famose d’Europa. A Palazzo Te avvisterete spesso delle salamandre, uno dei simboli di Federico II Gonzaga: ma perché scelse proprio questo animale?
Alla salamandra, un tempo, venivano associati comportamenti freddi e insensibili, per niente affettuosi. Esattamente il contrario dell’indole di Federico, che si descrive tormentato dall’amore, tant’è che alla “sua” salamandra è accompagnato il motto Quod huic deest me torquet (“Ciò che manca a costui [ossia la capacità di amare] mi tormenta”).

Insomma, i Gonzaga erano sicuramente degli “originali” e presso la loro corte chiamarono alcuni degli artisti più rivoluzionari del Rinascimento: da Leon Battista Alberti a Pisanello, da Andrea Mantegna a Giulio Romano, che con i loro capolavori cambiarono la città per sempre.

Per fortuna possiamo ancora ammirare questi capolavori: e, come prima tappa di questa gita, vi consigliamo di attraversare il centro storico di Mantova e di raggiungere Palazzo Te. È distante rispetto agli altri musei e attrazioni, ma proprio per questo è preferibile sceglierlo come prima destinazione: tutto a Mantova può essere saltato (se proprio dovete), ma di certo non Palazzo Te!

Questo gioiello d’architettura venne commissionato proprio da Federico II, il “Gonzaga della Salamandra”, per poi essere progettato da Giulio Romano. Costui era un vero e proprio genio dell’architettura e della pittura, tant’è che una delle sale più meravigliose del Palazzo è stata proprio affrescata da lui: si tratta della Sala dei Giganti. Quando ci entrerete, vi verrà il torcicollo nel tentativo di abbracciarla per intero con un solo sguardo: vi sembrerà proprio di trovarvi tra i giganti, nemici di Zeus e degli altri dei dell’Olimpo!

Una delle caratteristiche peculiari di Palazzo Te sta proprio nei suoi soffitti: non dimenticate mai di alzare gli occhi, perché ad ogni stanza verrete stupiti! Dalla Sala di Amore e Psiche a quella dei Venti e dello Zodiaco, vorrete sdraiarvi a terra per ammirare meglio questi capolavori.

palazzo te

Prima della visita a Palazzo Te, o anche dopo, perdetevi per un po’ per le stradine del centro storico e le sue piazzette: ci sono Piazza delle Erbe, con il Palazzo della Ragione e la Rotonda di San Lorenzo (la chiesa più antica di Mantova), e Piazza Canossa, dove avvisterete facilmente l’antica edicola dei giornali, risalente alla Belle Epoque. Ma la zona più importante della città è sicuramente Piazza Sordello, con Palazzo Ducale, il Duomo e la Basilica di San’Andrea.

rotonda san lorenzo

Se avete tempo, Palazzo Ducale merita sicuramente una visita (al suo interno vi aspettano i cavalieri di Pisanello, appena distinguibili sulle pareti ma comunque affascinanti), però vi avvisiamo che è più lungo da girare rispetto a Palazzo Te. Se preferite continuare a passeggiare all’aperto, vi consigliamo di circumnavigare il Palazzo fino a quando non vi ritroverete davanti una splendida veduta di Castel San Giorgio, al cui interno si trova la celebre Camera degli Sposi di Mantegna (con il suo ancora più celebre oculo prospettico): riuscite a trovare il volto del pittore tra le decorazioni dell’affresco? 😉

palazzo ducale

Se vi piace girare per musei e simili, vi diamo un paio di dritte. Senza abbandonare l’argomento “Mantegna”, sappiate che la sua casa non è distante da Palazzo Te e potete dare uno sguardo al suo cortile (il resto dell’edificio è destinato a mostre temporanee). Se alzerete lo sguardo, noterete che l’edificio si apre verso il cielo con la forma di un quadrato: e pensare che, in realtà, Mantegna è famoso per un “cerchio”!

Invece il Museo Diocesano Francesco Gonzaga, più vicino a Palazzo Ducale, ospita una collezione di armature originali risalenti alla fine del XV secolo, custodite da un coccodrillo impagliato.

armature

Ultima segnalazione: passando in zona Palazzo Ducale, potreste aver visto l’ingresso del Museo Archeologico, dove vengono narrate le origini di Mantova dalla Preistoria fino al dominio dei longobardi (anno più, anno meno). Tra manufatti etruschi e romani, l’attrazione principale è sicuramente una coppia di scheletri, nota a livello internazionale come gli Amanti di Valdaro. Sono due scheletri risalenti a tanto, ma proprio tanto tempo fa, ancora prima di Romani, Etruschi e Celti: questo ragazzo e questa ragazza (morirono infatti giovanissimi, tra il 16 e i 24 anni) vissero nel Neolitico e sono stati ritrovati abbracciati, come si capisce dalla posizione delle loro ossa. Amanti? Marito e moglie? Fratello e sorella? Non lo sapremo mai, ma potete immaginarlo voi!

scheletri

Ovviamente Mantova è piacevole da girare anche per chi non è un fan dei musei: infatti la città sorge in prossimità del fiume Mincio e di ben tre laghi (Lago Superiore, Lago di Mezzo e… indovinate un po’? Lago Inferiore), dove nei mesi estivi fioriscono le ninfee. Passeggiare lungo le acque mantovane è un vero piacere e potete ritornare in città una volta raggiunto il Castello di San Giorgio.

passeggiata mincio

Ma, durante una gita così impegnativa, ad un certo punto avrete sicuramente fame! Tenete conto che Mantova ha dei prezzi abbastanza alti, quindi se cercate una soluzione economica vi suggeriamo la Pizzeria Croce Bianca, con un menu formato da pizze molto originali: una di queste, la Mantovana, si ispira ad uno dei piatti tipici della città, i tortelli di zucca!
Se invece siete disposti a spendere quel qualcosa in più e a ignorare il McDonald’s in centro, vi consigliamo per pranzo le Quattro Tette, che vi servirà un’altra ottima ricetta mantovana: il riso alla pilota. Per gustare i tanto famosi tortelli, invece, potete provare al Grifone Bianco!
E la pausa gelato, invece? La Loggetta vi aspetta in Piazza Broletto 😉

Arte, buon cibo, una bella città da girare all’aperto: questa è Mantova, ma la Lombardia è ricca di tante mete e luoghi curiosi da visitare, anche non molto distanti da Milano! Se volete qualche spunto per il futuro, la nostra guida delle gite fuoriporta fa per voi 😉

Buon viaggio!

Vanessa Maran
Milano, 4 Settembre 2017
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