Museo Egizio
sarcofago museo egizio milano
Cari ragazzi, siete pronti per affrontare un viaggio fino all’Antico Egitto? Non è necessario prendere aerei né navi, e nemmeno avrete bisogno della macchina del tempo perché l’Antico Egitto è molto più vicino di quello che pensate.

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Esiste infatti, nella vostra bella Milano, un grande Castello…
È il Castello Sforzesco… Arrivateci con il Tram 1 o in sella alla vostra bicicletta o, un pomeriggio, dopo esservi divertiti al Parco Sempione.
Questo castello, dopo esser stato di dame e cavalieri, oggi conserva tantissime opere d’arte, moltissimi reperti archeologici, migliaia e migliaia di vecchi libri, antiche stampe, preziose monete, valorose medaglie e fotografie storiche. Ognuna di queste raccolte possiede un suo spazio espositivo e, in uno di questi, risiede il meraviglioso Museo Egizio!
Iniziamo con il dirvi che la raccolta del museo di Milano è una delle maggiori collezioni egizie dopo quelle di Torino e Firenze e dove i reperti esposti sono razionalmente suddivisi in varie sezioni tematiche che riguardano la “scrittura”, il “Faraone” , gli “Dei”, la “vita quotidiana” e quella “ultraterrena”.

Per capire meglio di chi e di che cosa stiamo parlando, proviamo a fare qualche passo indietro nel tempo.
Ma chi erano questi Egizi?
Gli Egizi furono gli artefici e i creatori di una delle più importanti e grandi civiltà che il nostro pianeta possa ricordare! Una civiltà che creò e tramandò tanto di quel sapere e tanta di quella conoscenza che ancora oggi ci si chiede come mai siano scomparsi.
Nonostante l’Egitto sia stata, e sia ancora oggi, una zona molto sabbiosa e desertica, sulle sponde del fiume Nilo, invece, la terra era molto fertile e paludosa, e permise a questa civiltà di fare grandi cose e di svilupparsi, crescere e rinnovarsi, per più di 2000 anni!

Coltivavano la terra ma, abitando lungo il fiume Nilo, dovettero ingegnarsi parecchio per poter sopravvivere alle piene che, se non controllate, portavano distruzione, mentre, se guidate e conservate con la realizzazione di chiuse e di dighe, potevano essere utilizzate dalla popolazione durante i periodi di grande siccità.
Per questo, cari ragazzi, diciamo subito che gli Egizi, oltre che agricoltori, furono anche grandi studiosi e grandi ingegneri per riuscire, 5000 anni fa, senza i calcoli esatti della tecnologia di oggi, a tener a bada il clima con le sue bizze!
Agli Egizi piaceva tanto studiare le cose attorno a loro, scoprire come funzionavano per farle funzionare ancora meglio. Amavano il calcolo scientifico, matematico e geometrico e qualsiasi cosa vedrete in questo museo, testimonierà questa loro passione!
Sapevano scrivere, lavorare il metallo e lavorare la ceramica… erano bravissimi nelle decorazioni, nel disegno e nell’accostamento dei colori, ci hanno tramandato interi testi scritti e disegnati su una carta speciale, il papiro, una pianta molto diffusa nella Valle del Nilo.

Scrivevano e disegnavano ovunque, anche sulle pietre e sulle pareti delle loro abitazioni.
Ma come scrivevano? Non scrivevano certo come scrivete voi, ma si erano inventati un sistema misto di simboli e disegni (i geroglifici) che i nostri studiosi hanno, nel tempo, saputo decifrare talmente bene che, oggi, sappiamo tante cose di questo popolo davvero speciale!

Gli Egizi erano comandati da un capo supremo, il Faraone, che era sia Uomo che figlio degli Dei e veniva venerato da tutti e tutti lo temevano. Il Faraone era attorniato dagli Scriba, unici detentori dell’arte della scrittura che scrivevano tutto il giorno quello che succedeva. Poi c’erano i Sacerdoti che si occupavano di venerare tutte le divinità (per lo più del mondo animale) che vedrete nella sala delle divinità del museo. C’erano poi gli artigiani e gli agricoltori e infine, costretti ai lavori più duri e privi di qualsiasi diritto, c’erano gli schiavi che contribuirono non poco allo sviluppo e alla crescita della civiltà egizia.

Per quanto fertile e felice, questo territorio paludoso sulle rive del Nilo, nascondeva anche tanti pericoli, soprattutto per chi coltivava la terra. Infatti, tra le spighe del grano e dell’orzo maturo si potevano nascondere nemici terribili come i serpenti velenosi, soprattutto i cobra, e, nei canali, i coccodrilli, pronti ad afferrare e a divorare i contadini. È per questo che gli abitanti della Valle del Nilo pensavano che il cobra e il coccodrillo fossero divinità a cui rivolgere preghiere e fare offerte perché li risparmiassero durante il duro lavoro nei campi paludosi. Come detto prima, vi accorgerete che tutte le divinità venerate da questo popolo erano animali, per i quali, gli Egizi, nutrivano gran rispetto. Vedrete voi stessi che a volte erano rappresentate per intero e altre volte veniva raffigurata la testa dell’animale sopra un corpo di uomo o donna… Veneravano il serpente, il coccodrillo, la rana, il cane, il gatto, la mucca, lo struzzo, il falco e la leonessa e tanti altre ancora…
Queste divinità risiedevano nell’Aldilà, luogo ideale come ricompensa alla vita terrena.
La vita di questo popolo era quindi caratterizzata da un forte senso religioso fondato sul culto dei morti! Infatti, oltre ai templi meravigliosi che ancora si possono ammirare visitando l’Egitto, le architetture più significative e monumentali sono proprio le tombe, le statue e le sculture nel ricordo dei Faraoni.

In Egitto, quando moriva qualcuno, si considerava che dovesse essere preparato per una vita ultraterrena e, per questo motivo, esistevano una serie di celebrazioni e di usanze che lo accompagnassero nell’Aldilà.
I corpi dei defunti venivano lavati, puliti e imbalsamati (avvolti in bende imbevute di olii e profumi) e conservati all’interno dei sarcofaghi e poi, a seconda della classe sociale a cui appartenevano, riposti in tombe sotto terra o fuori terra. Uno degli esempi più arditi ed eccezionali di tombe “fuori terra” è rappresentato dalle Piramidi. Immense costruzioni tridimensionali/triangolari che sono, ancora oggi, visitabili tramite una salita interminabile di scale strettissime fino alla sommità estrema dove veniva allestita la stanza tombale, in questo caso, di un Faraone.
All’interno dei sarcofaghi e delle tombe, inoltre, venivano riposti tutti gli oggetti che erano a loro appartenuti, a cui loro tenevano, che li rappresentavano e dei quali avrebbero potuto avere bisogno nel loro viaggio… vasellame, gioielli, utensili e tanto altro ancora!

È per questo motivo che le successive civiltà, compresa la nostra, hanno trovato, scoperto e scovato un grande quantitativo di testimonianze che, a tutt’oggi, potete ancora vedere nei musei e, se vi piace viaggiare, andando direttamente sul posto!
Per ora accontentatevi di questo viaggio qui, nei sotterranei del Museo all’interno del Castello Sforzesco.
Ora, che sapete qualcosa in più di questo magnifico e meraviglioso popolo, siamo sicuri che guarderete più attentamente tutti i reperti conservati gelosamente in queste bacheche di cristallo, capendone l’immenso valore che possono rappresentare oggi, ma soprattutto il grande significato che hanno rappresentato allora, più di 5000 anni or sono!

Fatevi affascinare dai loro disegni che sembrano essere stati fatti tutti dalla stessa persona. Avete notato? Le persone sono sempre raffigurate con il volto di profilo ma con il corpo visto da davanti… un modo singolare per disegnare, non trovate? E gli occhi? Avete visto che occhi e che sguardi profondi e intensi?
Ora vi lasciamo vagare e perlustrare questo luogo nel quale pare di vivere altrove, dove, se siete bravi e se vi lasciate trasportare dalla vostra immaginazione, potrete anche sentire gli odori e i profumi e sentire il ticchettìo degli attrezzi usati dagli schiavi per spaccare i grandi massi utilizzati per costruire le piramidi.

Una volta terminata la vostra visita, non dimenticatevi che siete all’interno del meraviglioso Parco Sempione e che, oltre al Castello Sforzesco, non potete perdervi l’occasione di visitare la storica Arena Civica Gianni Brera o di lasciarvi affascinare dalle bellezze de La Triennale, con il suo modernissimo Triennale Design Cafè, o di salire su fino in cima alla Torre Branca per ammirare Milano dall’alto, oppure ancora di visitare l’Acquario Civico. Nel parco esiste anche un famoso bar, molto noto ai milanesi per i suoi ricchi aperitivi: il Bar Bianco.
Uscendo dal Parco, poi, potrete incrociare la simpaticissima scultura dell’Ago, il Filo e il Nodo, dal lato di piazzale Cadorna, oppure, dal lato opposto, in piazza Sempione, il trionfale Arco della Pace! A pochi passi dall’Arco, tra l’altro, troverete il grazioso ristorante-pizzeria Nuvó Pizza Place, che ha pensato tutto a misura di bambino.
Insomma, siamo sicuri che, di certo, non vi annoierete nel prolungare la vostra giornata nei dintorni del Museo Archeologico!

INFORMAZIONI UTILI

Sale Viscontee – Castello Sforzesco, Milano
museoegizio.milanocastello.it
telefono: 0288463702
apertura:
martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 9.00 alle 17.30
chiusura:
lunedì
Un unico biglietto consente l’ingresso a tutti i musei del Castello.
Ingresso libero: ogni giorno durante l’ultima ora di apertura, tutti i martedì dalle ore 14, la prima domenica del mese fino al 3 dicembre 2017.
come raggiungerlo:
metro M1 Cairoli, M1/M2 Cadorna FN, M2 Lanza
tram 1, 2, 4, 12, 14, 19
bus 57, 58, 91, 94

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