La Milano multietnica
milano multietnica

Passeggiando per le vie di Milano,  vi renderete conto di come culture differenti si siano integrate e mescolate tra loro. Viaggiando nella città, fra diversi ambienti, scorgerete colori, suoni e scritte che rimandano a mondi lontani, proprio come accade se si attraversa il quartiere multietnico di viale Monza/via Padova…ed è proprio da qui che parte il nostro tour. Siete pronti?

Avrete spesso sentito parlare di multietnicità…di società in cui popoli differenti per lingua, cultura, religione ed usanze convivono insieme. A Milano non esistono quartieri etnici ben definiti come quelli della città di New York, non esistono le grandi chinatown come quella di San Francisco, di Melbourne o di Nagasaki, né sobborghi indipendenti come a Parigi. Eppure, anche la città meneghina può essere considerata una città multietnica. Per questo, manoxmano vuole accompagnarvi alla scoperta dei più caratteristici quartieri di Milano che possiedono davvero tante anime, da esplorare nelle sfumature culturali, nei profumi e nei sapori. Perché ricordate bambini, non è importante da dove veniamo…ma chi siamo!

La (nuova) Kasbah

Vi consigliamo di prendere la metro e scendere alla fermata Pasteur. Vi condurrà dritti in Viale Monza, un lunghissimo viale che unisce piazzale Loreto e il comune di Sesto San Giovanni. Era il lontano 1825 quando fu realizzato come nuova strada di collegamento diretto fra Milano e Monza, in particolare con la Villa Reale, e pensate che è stato scenario del Giro d’Italia per diverse edizioni. Oggi, dopo quasi 200 anni,  il quartiere è sede di numerose culture differenti che si sono amalgamate tra loro.

Imboccate Via dei Transiti e svoltate in Via Padova…da subito vi sembrerà di non essere più a Milano. Guardatevi intorno, siete circondati da cosiddette “case a pigione”,  vecchi edifici del ‘900 a più piani con corte interna, porticati e vani bottega…un modello abitativo che permetteva di ospitare il maggior numero di famiglie nel minor spazio possibile. Nel corso degli anni, le botteghe sono state via via abbandonate dalla popolazione milanese, consentendone così  l’utilizzo da parte delle popolazioni straniere che tutt’oggi abitano e lavorano in zona.

Dite la verità…la pancia ha iniziato a brontolare vero? Se avete fame, al n°18, in  via Cecilio Stazio, vi consigliamo la Salumeria del Design, un ottimo posto dove fare l’aperitivo. Poco più avanti, al civico 38, vi troverete a passare davanti alla Casa della cultura islamica, un vero e proprio luogo di culto per i musulmani, dove tengono corsi di arabo per bambini. Entrate a dare un’occhiata… tappeti persiani e lampadari circolari con gocce di cristallo vi lasceranno a bocca aperta! Ma ricordate, le scarpe non sono ben accette…perciò, se volete curiosare all’interno, vi consigliamo di riporle negli appositi scaffali.

Proseguendo svoltate su Via Luigi Pasteur, in fondo alla strada vi troverete nuovamente su Viale Monza…svoltate a sinistra e percorretelo. Tra ristoranti, take away e chioschi ambulanti, non vi mancherà l’opportunità di assaggiare bizzarre pietanze legate alle tradizioni culinarie di tutto il mondo. Al civico 22, vi consigliamo di entrare da New Continental, un piccolo market etnico dove troverete ingredienti introvabili e tutto l’occorrente per piatti dal sapore orientale e non solo.

Lo vedete quell’edificio al civico 23 di viale Monza? Pensate che proprio lì, nel 1943, furono ideati e organizzati le prime Brigate Garibaldi e i Gruppi di Azione patriottica, piccoli gruppi di partigiani nati con lo scopo di sabotare i fascisti.

Se cercate qualcosa da mettere subito sotto i denti, da Taiyo potrete gustare dell’ottima cucina giapponese mentre, poco più avanti, vi consigliamo la tipica cucina turca di Istanbul Monte Ararat.

Proseguendo su Viale Monza,  all’angolo con piazzale Loreto,  potrete poi ammirare il cosiddetto “Palazzo di Fuoco”, costruito negli anni ’60 su progetto del noto architetto Giulio Minoletti… un palazzo per uffici realizzato con pareti vetrate illuminabili, un unico serramento modulato di 685 finestre con tende alla veneziana manovrabili elettricamente. Anche se oggi, ahimè, l’edificio è divenuto piuttosto anonimo resta comunque un capolavoro.

Non siete stanchi vero? Fate un bel respiro perché siamo solo all’inizio del nostro tour multietnico e di energie ve ne serviranno tante per le prossime tappe che abbiamo da proporvi!

Piccolo Bangladesh

Da piazzale Loreto imboccate Corso Buenos Aires e lasciatevi incuriosire dalle molteplici vetrine che incontrerete, dopotutto qualche acquisto non guasta mai! Proseguite fino alla traversa di via Petrella e svoltate a destra. La zona è un frammento della Milano borghese dei primi anni del secolo scorso, caratterizzata da palazzi in stile liberty. È in questi palazzi che, all’inizio degli anni ‘90, alcuni stranieri provenienti dal Bangladesh hanno trovato casa. Nel 1997 fu aperto in via Scarlatti il primo phone shop gestito da un bengalese e da quel momento il quartiere ha iniziato a cambiare fino a prendere le sembianze di quello che oggi i bengalesi chiamano comunemente Piccolo Bangladesh. Oggi passeggiare in queste vie significa addentrarsi in un labirinto di negozi di ogni genere: dagli alimentari ai negozi per comunicare con l’estero – fondamentali per chi non ha famiglia in Italia! – a rivenditori di originale bigiotteria e merci a basso costo.

Nel corso degli anni sono  cresciute attività gestite da altre comunità, come ad esempio da quella cinese o centro-africana, ma la maggioranza rimane bengalese. In questa zona troverete cibi per tutti i gusti: vi consigliamo in particolare il Kashmir e il New Gandhi, per gustare pietanze dal sapore esotico, ma, se preferite sapori più “caserecci”, proseguendo per via Spontini potrete gustarvi la mitica pizza di Spontini!

Quartiere cinese in via Paolo Sarpi

Vi consigliamo di prendere la metro in Centrale e scendere a Moscova, camminare fino alla fine di Via Moscova e iniziare il percorso da Via Bramante che già pullula di cineserie! Arriverete in via Paolo Sarpi che, per la gioia di tutti, grandi e bambini, da qualche anno è diventata isola pedonale!

I primi cinesi arrivarono in questa zona quasi 100 anni fa e iniziarono ad aprire le loro botteghe… loro preferiscono abitare altrove, ma lavorano volentieri in questa zona mischiandosi con gli abitanti prevalentemente milanesi! Infatti, una delle caratteristiche più gradevoli di questa zona è percepire come convivano in armonia tantissime attività cinesi insieme ad altrettante botteghe milanesi di tradizione… e ancora più sorprendente è vedere come tante delle nuove attività, seppur aperte da cinesi, si confondano ormai con quelle dei milanesi… insomma un miscuglio degno di lode! Questo si che è saper vivere insieme!

Chinatown è un quartiere davvero stimolante, ricco di odori, colori e sempre molto movimentato! Se poi doveste capitare da queste parti tra il 21 gennaio e il 19 febbraio di ogni anno, avrete modo di imbattervi in quello che viene chiamato comunemente il Capodanno Cinese. È difficile delimitare con un perimetro questa zona perché ovunque vi giriate ci sarà sempre qualcosa a catturare la vostra attenzione, un profumo da seguire, un’insegna da leggere, o una vetrina colorata da osservare! Cercheremo ugualmente, per quanto possibile, di darvi dei validi suggerimenti… ma attenzione, non è un compito in classe o una verifica… è molto più divertente se vi lasciate trasportare dal vostro istinto!

È mattina e volete una seconda colazione? Avete già pranzato e la mamma vuole un caffè? È ora di merenda? Se volete iniziare alla grande, proprio all’inizio di Via Paolo Sarpi n. 2 vi segnaliamo un bar pasticceria delizioso con un’esposizione di dolci che vi terrà con il muso incollato alla vetrina… Chateau Dufan. E quella vetrina con tutte quelle teste colorate? Ah, ma sono parrucche dai colori sgargianti, è Shen Zen Omelaiya, un negozio strambo di parrucche e travestimenti proprio di fianco ad una storica bottega di cappelli tutta italiana, la cappelleria Melegari.

Ovunque guarderete sarà un susseguirsi di botteghe storiche di ogni genere che a fianco a negozi orientali iper colorati… pensate che ne La Macelleria Sirtori al n. 27 viene gente dall’altra parte della città per comprare la carne, deve essere proprio speciale! Di qui inizierete ad incrociare un susseguirsi di vie laterali dove lasciarsi trasportare dalla curiosità… per esempio, in Via Aleardi, se è ora di pranzo, non perdetevi Zhong, un ristorante rigorosamente cinese, sempre aperto e con un menù fisso veramente economico!

Dall’altro lato di Via Paolo Sarpi, in Via Rosmini, un’osteria tutta italiana, anzi friulana, l’Ostarie Vecjo Friul dove, se preferite gustare un ottimo tagliere di salumi e formaggi, non sarete delusi… ma se siete indecisi tra il tagliere e una buona anatra cinese, in Via G. Bruno, c’è Hua Cheng, una trattoria dove potete mangiare a qualsiasi ora!

Sempre proseguendo per via Paolo Sarpi, se non avete ancora deciso cosa mangiare e soprattutto dove mangiare, guardate i menù sfiziosi di Hall Bar, prezzi onesti e tanta cordialità.

Arrivati alla fine di Via Paolo Sarpi potete girare a sinistra e percorrere Via Canonica dove, se volete fare una spesa un po’ particolare, potrete fermarvi a Kathay foods, uno dei supermarket più forniti per quanto riguarda prodotti tipici orientali… sarebbe bello entrarci solo per fare un giro e guardare cosa vende… se siete abbastanza curiosi certamente uscirete di qui sapendone di più di quando siete entrati… avete mai sentito parlare di castagne di mare ?
C’è sempre un gran fermento in questa via, tanti locali, negozi e tanto movimento… se invece che un dolcetto preferite un gelato, la Gelateria 54, piccola e discreta, è famosa per l’ottima qualità del prodotto.

Eccoci arrivati alla fine del nostro tour nella Milano Multietnica! Qualsiasi siano le vostre preferenze, la cosa bella di girare in quartieri come questi è poterlo fare senza meta, senza appuntamenti, senza orari. Fatelo proprio come se foste in vacanza in una città straniera!

Con la collaborazione di Miriam Messina, ex editor di manoxmano

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