La Certosa di Garegnano
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Vogliamo mostrarvi un luogo che pochi conoscono, una Chiesa speciale tutta decorata che addirittura viene chiamata “la Cappella Sistina dei Milanesi”! Stiamo parlando della Certosa di Garegnano. Si trova in una zona di Milano un po’ fuori mano… ma il viaggio lo vale tutto!

Una volta arrivati lasciatevi incantare dal silenzio e dalla tranquillità che si respira intorno a questa magnifica abazia! Qui siamo sempre in città, ma siamo lontanissimi dalla frenetica metropoli… e pensate che una volta, questo era un luogo ancora più isolato, molto più isolato… isolatissimo, e sapete perché? Perché qui ci abitavano i monaci ai quali piaceva vivere lontano dal resto del mondo per poter pregare in tranquillità.

Forse a voi sembrerà una scelta di vita noiosa e antiquata, ma sappiate che, ancora ai giorni nostri, di monaci sperduti in qualche angolo del mondo ne esistono ancora! Ora concentratevi sui vostri passi ed, entrati nel chiostro, ammirate la pavimentazione in sassi, sembra un dipinto!

Ma ora silenzio, abbiamo un’altra storia da raccontarvi, quella di Bruno, il “fondatore” della Certosa di Garegnano. Sedetevi comodi al centro del corridoio centrale (la navata) e alzate lo sguardo. Sulla vostra destra, il primo affresco è proprio quello che ci spiega perché questo tal Bruno decise di farsi monaco e di ritirarsi a vita solitaria: quest’opera raffigura il risveglio di un certo signor Raimondo, il quale, dato per morto, sotto grande stupore e terrore di tutti, si risvegliò! Quella persona lì davanti, dall’aria sbigottita è proprio il nostro Bruno che ne rimase talmente colpito che volle passare il resto della sua vita in preghiera!

Ora giriamoci un pochino verso il fondo della navata e guardiamo quel personaggio appoggiato alla mano che che schiaccia un pisolino… è un Vescovo, il Vescovo di Grenoble, il suo nome è Ugo… ma cosa mai starà sognando?

Nell’affresco successivo, infatti, Bruno in persona, prega il Vescovo di aiutare lui e i suoi compagni a trovare un luogo dove potersi dedicare alla vita monastica. Ed eccoli tutti con le vesti da monaci, tutti finalmente felici di aver trovato una sistemazione! La scelta di Bruno verrà poi sancita anche dall’approvazione della Vergine Maria che lo comprende e lo appoggia in questa decisione.

Oltre alla Madonna, anche un tal Conte Ruggero approvò la scelta di Bruno e i suoi amici e partecipò formalmente alla costruzione della Certosa, tant’è che, per ringraziarlo, in una delle ultime lunette affrescate, Bruno comparirà in sogno al Conte Ruggero per rivelargli che un suo amico tramava alle sue spalle! Caspiterina, che intrighi! Ma oltre ai racconti e alle metafore nascoste in questi affreschi, vorremmo farvi notare i colori e i toni che sono stati scelti… è tutto molto bianco e molto viola, lo avete notato?

Sapete che c’è un motivo a queste scelte? Il viola è il colore che simbolicamente rappresenta l’umiltà, mentre il bianco, la purezza… l’alternanza di questi due colori nella sequenza di tutte queste immagini, vi fa capire quanto impegno mise il nostro Bruno nel portare a termine la sua intenzione e quanto meravigliosamente riuscì il nostro Crespi a raffigurare questa determinazione.
E non perdetevi tutto il resto… quanti dipinti, quante decorazioni, quanto oro e quanta luce e pace che c’è su queste pareti!

INFORMAZIONI UTILI

via Garegnano 28, Milano

apertura:
da lunedì a mercoledì e da venerdì a domenica dalle 08:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:00
giovedì dalle 15:00 alle 17:00

come raggiungerlo:
metro linea MM1 Uruguay
tram linea 14 Certosa Cormons

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